Classica o contemporanea? Nessuna delle due. LC2 è semplicemente l’archetipo della poltrona, un modello senza tempo che ha fatto e continua a fare la storia del design.
Parte integrante di una più ampia collezione di arredi, la poltrona LC2 di Cassina si rifà esplicitamente al programma formulato nel 1927 dal grande architetto svizzero Le Corbusier.
Dopo aver studiato le posizioni del corpo umano, Le Corbusier abbozza in linea di massima i progetti delle sedute in grado di rispondere universalmente a tali posizioni. Come dire, l’estetica delle forme deve nascere da un bisogno concreto di comodità, da un esigenza funzionale. Dopo tutto, una poltrona è pur sempre un posto dove ci si deve sedere, no?
Il modello LC2 vede la luce un anno più tardi, nel 1928, grazie all’incontro di Le Corbusier con Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. All’epoca si chiama “Fauteuil Grand Confort, petit modèle”.
L’intera collezione disegnata dai tre architetti designer viene prodotta per la prima volta dall’azienda Thonet a partire dal 1930 con la denominazione “Le Corbusier, P. Jeanneret, Ch. Perriand”.
Una seconda edizione viene lanciata nel 1959 da una gallerista di Zurigo, Heidi Weber, con la sigla LC (che sta appunto per “Le Corbusier”).
Ma solo nel 1964 la produzione passa alla società italiana Cassina, che ne acquisisce i diritti di edizione e di vendita.
La poltrona LC2 di Cassina è un concentrato di eleganza e creatività. La separazione tra la gabbia della struttura e la cuscinatura esprime compiutamente la logica del razionalismo. Semplicemente geniale.
Disponibile anche nella versione divano a due o tre posti e pouf, LC2 prevede rivestimenti in pelle o in tessuto di diversi colori.
La seduta è di un comfort eccezionale, il godimento sensoriale è assicurato. Ma a questo si deve aggiungere anche un piccolo brivido di piacere tutto intellettuale: l’idea di essere seduti su una poltrona pensata e disegnata da Le Corbusier è una di quelle piccole grandi gioie che possono condividere solo i veri amanti del design.




