Un rapido excursus sulla storia del divano, a partire dallo stile Luigi XVI fino al divano moderno, passando per i modelli Chesterfield e Biedermeier.

Etimologia e significato della parola divano

Quando nel ‘700 iniziarono a usare il termine divan, i francesi dovevano avere bene in mente gli uffici amministrativi dell’Impero ottomano, che per l’appunto si chiamavano d?w?n.
In quegli uffici non c’erano tavoli ma solo lunghi sedili composti di armatura in legno, coperti da un materasso e da diversi strati di tappeti e cuscini. Disposti lungo le pareti, i sedili degli uffici turchi accoglievano i funzionari seduti a gambe incrociate mentre scrivevano tenendo i fogli di carta sulla mano sinistra.
Deve essere stata questa immagine a spingere i francesi a usare il termine divan, non già per designare gli uffici ottomani, ma per indicare, in senso traslato, proprio quella caratteristica tipologia di sedili lunghi provvisti di cuscini, in grado di far sedere due o più persone per volta.

È da qui, dal nuovo significato che la parola divano assume in Europa nel XVIII secolo, che può partire idealmente il nostro breve viaggio intorno alla storia del divano.

Il divano del Settecento, dal barocco a neoclassico

Uno dei primi esemplari di divano in Occidente è la Marquise, molto in voga presso la corte di Luigi XV. In realtà si tratta di una poltroncina, con la seduta piuttosto bassa, ma abbastanza ampia per dare posto a due persone (per questo veniva chiamata anche tete-à-tete).

Divano Luigi XIV
Ma il primo vero periodo di grande diffusione del divano in Europa risale all’epoca neoclassica: sotto il regno di Luigi XVI fanno infatti la prima comparsa splendidi modelli di divani o divanetti dalle forme rettilinee, con decorazioni classiche.
Ancora oggi lo stile Luigi XVI è uno degli stili francesi più caratteristici, ed uno dei più riprodotti dagli arredatori e decoratori, specialmente negli alberghi di lusso: lo stile risulta essere composto ed intimo, e crea un ambiente dai toni signorili ed eleganti.
Vere e proprie icone di lusso e maestria artigianale sono i divani creati dall’ebanista francese Louis Delanois per il conte d’Orsay, modelli destinati a incontrare grande fortuna tipologica nei decenni a seguire.

Il divano Chesterfield di età vittoriana

Durante il XIX secolo, mentre in Francia si susseguono gli stili Impero, Carlo X e Luigi Filippo, filiazioni dirette dello stile Luigi XVI, nel Regno Unito si impone il modello Chesterfield. Un modello che ha fatto la storia del divano inglese, e non solo.

Divano Chesterfield

È un divano particolarmente ampio e comodo, uno dei primi ad essere completamente imbottito e rivestito in pelle trapuntata, caratterizzato dalla tipica “abbottonatura” e dai braccioli alla stessa altezza dello schienale.
I primi esemplari furono commissionati già agli inizi del Settecento da Philip Stanhope, IV conte di Chesterfield, ma è con l’età vittoriana che il Chesterfield ottiene lo strepitoso successo che dura fino ai giorni nostri.

Lo stile Biedermeier di Vienna

Molto diverso è lo stile dei divani in area austro-ungarica, soprattutto a partire dal periodo successivo al congresso di Vienna del 1815.

Divano Biedermeier

Nella grande capitale mitteleuropea vige lo stile Biedermeier, uno stile caratterizzato dalla continua ricerca della semplicità, del tutto privo di elementi appariscenti o di ostentazione, ma di una tale raffinata bellezza che non possonono non avere un posto d’onore in una storia del divano che si rispetti.

Pur mantenendo le forme e i colori tipici della mobilia diffusa in epoca Impero, a Vienna si preferì cancellare ogni presenza di forniture bronzee o di elementi a intaglio o a intarsio legati all’iconografia neoclassica.
In sostanza, con questo stile vedono la luce arredi robusti, comodi, funzionali, sobriamente eleganti e poco costosi.
Il divano acquista funzione prevalente nell’arredo Biedermeier, presenta schienale arcuato e per certi versi prelude a forme che più avanti si noteranno nella produzione di epoca Art Nouveau.

Il ‘900 e il divano moderno

Il XX secolo contrassegna definitivamente lo sviluppo del divano. Si assiste ad uno sviluppo di carattere industriale, con la fabbricazione in serie. Si rinuncia a decorazioni inutili, con impiego di materiali nuovi.
La novità importante è che il divano non è più costituito da blocchi inscindibili, ma da elementi raggruppabili e intercambiabili. Il divano comincia ad entrare in tutte le case come parte integrante dell’arredo di casa.

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